Raccontare la malattia – Realismo, iperrealismo e immaginazione

Raccontare la malattia – Realismo, iperrealismo e immaginazione

Al Premio Strega di quest’anno, tra le 41 opere proposte dagli Amici della Domenica, c’è anche Con molta cura di Severino Cesari, il diario della malattia (e non solo) che l’ha portato alla morte lo scorso 25 Ottobre. L’essere umano sta cercando, negli ultimi tempi, di avvicinare con più coraggio, (o forse con una spaventata curiosità) il tema tabù della malattia e della morte. Tra le opere presentate per il Premio, questa non è l’unica sul tema: Le stanze dell’addio di Yari Selvetella racconta di una donna che si ammala e muore, lasciando un vuoto nella vita di chi l’ha amata; Faremo foresta di Ilaria Bernardini ci parla di come due donne imparano a nascere nuovamente dopo aver guardato negli occhi la morte.

C’è da riflettere, insomma, sul fatto che i mali fisici e psichici, e una certa vicinanza con la morte, siano elementi così presenti nei libri che oggi leggiamo, che si tratti di romanzi oppure di memoir. Pensiamo a Pia Pera che, con un lirismo spiazzante, si era aperta ai lettori in “Al giardino ancora non l’ho detto”, o a Jenny Diski che, con un’ ammaliante sfrontatezza,  ha raccontato la sua esistenza e i suoi ultimi anni di vita nel bellissimo “In gratitudine”, pubblicato da NN Editore.

Siamo di fronte ad una sorta di iperrealismo, forse lo specchio della necessità dell’uomo moderno di tenere la propria esistenza sotto controllo, attimo per attimo, compresi gli aspetti inspiegabili, come la malattia. Una tendenza all’analisi metodica di quello che accade, di ciò che di negativo (soprattutto) può colpire l’umano. La realtà, quindi, nei suoi aspetti più tragici e critici, popola oggi, più che in passato, ed in maniera più pervasiva, la narrativa contemporanea. Sembra proprio che, come aveva notato Lisa Ginzburg in una recente lezione tenuta dall’autrice a Napoli, l’immaginazione e la fantasia siano state relegate alla letteratura di genere, come a volerle far apparire meno degne.

Ma, se pensiamo per un momento ad alcuni grandi autori  del passato come Buzzati, Marquez, Borges o Calvino, ci rendiamo conto che tutti loro hanno raccontato la realtà attraverso realtà altre, inserendo nei loro lavori elementi magici e surreali che tuttavia riescono a suscitare riflessioni potentemente ancorate al mondo reale. La fantasia ed il realismo sono necessarie in egual misura. Il lettore si affida al libro con il suo calderone di esigenze e desideri, pronto a scoprire se c’è un modo per accantonare il dolore attraverso il potere della parola scritta, e la letteratura può e deve fare tutto questo.

 

Federica

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