La lettura come spazio per sé – Leggendo Nina Sankovitch

La lettura come spazio per sé – Leggendo Nina Sankovitch

Quando mi sento bene leggo, e quando mi sento male leggo. Rannicchiarmi sulla poltrona che ho comprato in saldi anni fa, posizionata accanto al letto, è un gesto di grande forza per me. Come la rivendicazione di uno spazio dedicato a me stessa, di un tempo rubato alla vita.

Avevo acquistato Se per un anno una lettrice, un volumetto viola un po’ ammaccato, parecchio tempo fa in una delle mie spedizioni per bancarelle e mercatini. Solo adesso il libro si è deciso a farsi leggere da me, dopo anni in cui lo avevo quasi dimenticato. E come sempre mi capita, la letteratura viene in mio soccorso nel momento in cui ne ho più bisogno. Bisogno di prendere una decisione per me stessa soltanto.

Da oggi lo spazio per la lettura non sarà più rubato alla mia vita. Sarà vita. Ogni mattina, come un lavoro, come una qualsiasi altra attività necessaria, siederò in poltrona con il mio libro e mi dedicherò ad esso. Tre ore al mattino, due ore al pomeriggio, un’ora prima di dormire. Ecco, il tempo per me stessa saranno queste sei ore.  Sei ore in cui farò ciò che amo di più al mondo: narrarmi storie che possano aiutarmi a capire la vita, me stessa, tutto quanto. Ed in sei ore saranno tanti, ma davvero tanti i libri che riuscirò a portare a termine. Solo l’idea mi fa sorridere.

Infatti, da bibliofila e bibliomane quale sono, l’idea che più mi terrorizza e al contempo mi rassicura è quella di non poter mai riuscire a leggere tutti i libri che vorrei. In questo modo, però, sarò soddisfatta e sicura di aver fatto del mio meglio, di aver sfruttato il tempo limitato che mi è stato dato per regalarmi emozioni, sogni, paure, ossessioni, vicende strane e normali, storie piccole e gigantesche. Tutto questo tutti i giorni.

Come le più importanti decisioni, anche questa sarà tassativa. Pretendo che il mio tempo per la lettura venga trattato con rispetto. Sarà il mio mestiere non pagato. In quelle ore non sarò disponibile per nessuno e riuscirò così a realizzare un sogno splendido: leggere tanto, ogni giorno, per tutta la vita.

Potrà sembrare una follia, una scelta leggermente drastica, ma è ciò che voglio in questo momento. A literary diary sarà il mio quaderno d’appunti, un compagno di viaggio, un diario sul quale darò libero sfogo alle riflessioni sulle letture che affronterò.

E da ora in poi comincio a vivere la vita un po’ più a modo mio. Dopotutto ne ho una soltanto.

 

Federica

 

Un pensiero su “La lettura come spazio per sé – Leggendo Nina Sankovitch

  1. Bello il fatto che è il libro a chiamarti e non viceversa.Io considero la letteratura come una medicina, come un’amico/a immaginario/a che mi supporta in questa dura battaglia che è la vita. Tuttavia è una terapia che richiede attenzione e tempo per questo è anche un lavoro, senza dubbio. Leggere 3 o 4 ore di fila ti stanca in una maniera incredibile. Ma è una fatica salutare. Io prescriverei come cura quotidiana la lettura. Molti non capiranno mai e la considereranno sempre una perdita di tempo ma solo chi vive con passione quest’ arte può comprenderne la bellezza e il fascino

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